“E’ mejo della sciampagna
er vino de ‘sti colli..”
Così recita uno dei più noti stornelli romaneschi, così credono da sempre i romani e molti visitatori. Le trattorie della capitale sono da sempre inondate dai vini di Frascati e Marino. La domenica, migliaia di romani e non salgono ai Colli Albani in cerca di frescura e panorami. Li attendono trattorie, ristoranti e “fraschette”, i locali dove si acquista il vino ma si porta il cibo da casa. Ma i Castelli offrono molte altre cose. Ad una ventina di chilometri da Roma, le colline che culminano nei 949 metri del Monte Cavo ospitano i laghi di Albano e di Nemi e offrono panorami che includono l’Appennino e la costa. Grazie al fertile suolo vulcanico, la flora dei Castelli è nota da secoli per la sua varietà. Macchia mediterranea e faggete, castagneti e pascoli si affiancano ai celebri vigneti di Frascati, Lanuvio, Genzano e Marino.
Protagonisti delle vicende legate alla nascita di Roma, i Colli Albani hanno visto sorgere le ville di Cicerone e dell’imperatore Domiziano, sono diventati nel Medioevo feudo dei Conti di Tuscolo, hanno visto dal Rinascimento in poi il potere delle famiglie della nobiltà romana. Nell’Ottocento ne hanno cantato la bellezza Goethe, Byron e Gogol. |